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Se siete alla ricerca di un agriturismo vicino Citta di Castello – comune posto su una lieve altura e centro più importante e popolato dell’Alta Valle del Tevere – vi aspettiamo al Ca’Serrantonio-Ferri, in un’atmosfera accogliente, immersi nella natura incontaminata delle montagne marchigiane.

Le prime capanne su palafitte vennero costruite su isolotti del lago Tiberino, ormai ampiamente ritiratosi. Fu fondata con molta probabilità dagli Umbri che agli inizi del primo millennio a.C. si stabilirono in Italia centrale e la denominarono Tiferno. Nel VII secolo a.C. circa vennero in contatto con il popolo degli Etruschi che erano penetrati fino alla sponda destra del Tevere.

Intorno al 290 a.C. Roma sottomise Tiferno (battaglia di Sentino) denominandola Tifernum Tiberinum. Alla fine del I secolo divenne un fiorente municipio: il potente Plinio il Giovane vi fece costruire edifici pubblici e templi, dato che qui possedeva vasti latifondi oltre ad una villa situata nei pressi dell’odierna località di Lama. Più tardi il territorio tifernate fu incluso nella provincia Tuscia et Umbria sotto la diretta amministrazione romana.

L’arrivo del Cristianesimo viene associato alla predicazione di Crescentino (o Crescenziano), vissuto tra il III e il IV secolo e martirizzato sotto Diocleziano in località Pieve di Saddi. La Città fu quindi completamente distrutta dai Goti di Totila nel VI secolo, ma fu ricostruita e fortificata per volontà del vescovo Florido (odierno patrono della Città). Nell’ VIII secolo durante il periodo longobardo fu chiamata Castrum Felicitatis, quindi Civitas Castelli (X sec.)

Con l’ istituzione del Comune, si arriva all’attuale Città di Castello. Fu libero Comune di parte Guelfa estendendo il suo dominio sui territori confinanti fino al di là dell’ Appennino. Testimonianza di questa sua forza e potenza sono i due splendidi palazzi dei Priori e del Podestà, progettati dall’ architetto Angelo da Orvieto.

Intorno al 1300 governarono i Pietramala, poi Brancaleone Guelfucci, e di seguito cento anni dopo venne conquistata da Braccio da Montone dei Fortebraccio. Lotte cruente videro protagonisti in ambito cittadino, i vari Giustini, Fucci, Tarlantini, Abbocatelli, Albizzini, ma alla fine ad avere la meglio fu la signoria dei Vitelli. Desiderosi di conferire un nuovo volto alla Città, per testimoniare il loro potere, fecero costruire eleganti palazzi, chiese e monumenti, simboli ancora oggi della raffinata architettura toscana dell’ epoca.

Le feste, invece contribuirono a fare della Città “un luogo di molto piacere” dove “vivono infiniti letterati et valentissimi dottori” e ad alimentare la fama degli abitanti quali “gente ospitale e munifica”, sopratutto le Solennità Floridiane con tornei, giostre e spettacoli. Fatta eccezione che per un breve periodo la famiglia Vitelli governò la Città per tutto il ’500.

Città di Castello, quindi passò sotto lo Stato della Chiesa fino al 1798, quando le truppe cisalpine entrano in Città. Al loro seguito arrivarono i Francesi che la spogliarono delle migliori opere d’arte. Da qui I francesi e il Papa si alternarono al governo della città. All’ arrivo del Generale Fanti, a capo delle truppe piemontesi, l’ 11 settembre 1860, Città di castello venne liberata ed annessa al Regno d’ Italia.

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